Squad Costs Ratio – Il 7 Aprile del 2022 il Comitato Uefa approva la nuova regola che norma il rapporto tra i ricavi e i costi che le squadre professionistiche devono seguire per poter partecipare alle competizioni UEFA, a partire dalla stagione 2024/2025. L’obiettivo del Comitato è sempre lo stesso, quello di perseguire un contenimento dei costi attraverso delle misure e degli indici contabili che i club sono tenuti a rispettare per il rilascio della Licenza UEFA, conditio sine qua non per la partecipazione ai tornei calcistici continentali.

Nell’ottica di una Spending Review del calcio europeo, il Comitato prende in prestito dalla politica monetaria il concetto di fondo del famoso rapporto Debito/PIL (cosa ben più seria dei bilanci delle società calcistiche) adattandolo al calcio: le squadre che partecipano alle competizioni UEFA hanno l’obiettivo di portare il rapporto Costs / Revenue al 70% entro la stagione sportiva 2025/2026. Nelle stagioni intermedie vengono fissate percentuali più alte per permettere ai club di intervenire gradualmente nella struttura dei costi: nella stagione 2023/2024 l’obiettivo è un rapporto pari al 90%, mentre per la stagione 2024/2025 il target del rapporto è fissato all’80%.

SQUAD COSTS RATIO: QUALI SONO I COSTI E RICAVI RILEVANTI

La Squad Costs Rule viene introdotta nel regolamento UEFA nella sezione III – UEFA Club Monitoring dagli Artt. 92 e 93.

Partiamo dall’art 93: tale articolo definisce il tetto massimo a cui il rapporto tra costi e ricavi può tendere, ovvero il 70%.

L’art.92 invece indica come i club e l’organo di controllo devono calcolare tale rapporto, e quali sono le grandezze di bilancio da tenere in considerazione.

I costi che devono essere tenuti in considerazione sono i seguenti:

  1. Spese per i dipendenti in relazione a persone rilevanti ( le persone rilevanti sono giocatori e allenatori tesserati, mentre le spese si riferiscono agli stipendi lordi, bonus e altre voce strettamente legate alle prestazioni che essi offrono alla società);
  2. Ammortamenti/svalutazioni dei costi delle persone rilevanti;
  3. Costi di agenti/intermediari/soggetti collegati.

Queste grandezze rappresentano il numeratore del rapporto che va diviso per:

  1. Ricavi operativi rettificati;
  2. Utile/perdita netta da cessioni di registrazioni di persone rilevanti;
  3. Altri proventi/oneri di trasferimento.

Negli allegati del regolamento vengono specificati quali sono i ricavi operativi rettificati:

Vengono esclusi da queste voci tutti gli elementi superiori al Fair Value, proventi derivanti da operazioni non legate direttamente al club e i ricavi eccezionali. Anche le cd. Plusvalenze concorrono a pieno titolo nel calcolo del Squad Cost Index, sempre in relazione alla nuova regolamentazione delle stesse che prevede l’utilizzo del principio IAS 38 Par.45 (segnalo l’art. del Prof. Fabrizio Bava) in caso in cui non ci siano trasferimenti di denaro tra i due club.

IMPIANTO SANZIONATORIO

Le squadre che non rispetteranno il costo squadra del 70% saranno soggette a una sanzione disciplinare finanziaria decisa dal CFCB in base alla misura in cui il rapporto costo squadra del licenziatario è eccedente rispetto al limite definito e in base al numero di violazioni nelle tre stagioni di licenza attuali e precedenti.

La sanzione verrà trattenuta direttamente dai premi UEFA e dalla solidarietà UEFA. Se tali importi non saranno sufficienti, il club dovrà pagare entro un termine stabilito dal CFCB. Se la violazione è particolarmente significativa, oltre le sanzioni pecuniare il CFCB può applicare ulteriori misure disciplinari così come previste dall’elenco delle azioni possibili nelle regole procedurali. Per violazioni significative si intendono:

  1. Quando il rapporto costo squadra è superiore di oltre il 20% al limite del 70%;
  2. Il rapporto costo squadra per la stagione delle licenze è superiore di oltre il 10% al limite del 70% e il club ha superato una o più volte il limte del 70% nelle stagioni precedenti;
  3. Il rapporto costo squadra è superiore per la stagione della licenza è superiore al limite del 70% e il suo rapporto costo squadra  ha superato due o più volte il limite del 70% nelle tre stagioni precedenti.

SQUAD COSTS RULE: IL NON SUPERAMENTO DEI LIMITI DEL FFP

A questo punto occorre una seria riflessione sul nuovo istituto inserito dalla UEFA, che, come il precedente impianto regolatorio del FFP, ha l’obiettivo di contenere i costi dei maggiori club europei.

Come possiamo subito notare, la regola può essere ampiamente aggirata (così come nel FFP) dall’iniezione di ricavi tramite sponsor e pubblicità. I cd. “club stato” come ad esempio i casi PSG e Man City ( ne ho parlato in un precedente articolo) riescono ad aggirare la regola attraverso ingenti sponsorizzazioni che possono essere ricondotte allo stesso soggetto che detiene la proprietà del club. In questo modo si può spingere verso l’alto i costi e quindi assicurarsi le prestazioni sportive dei migliori atleti, attivando un circolo di disponibilità sempre maggiori attraverso la vittoria dei campionati nazionali e ottimi piazzamenti nei tornei europei, e minando nel tempo la competitività della maggior parte dei club in favore di poche ricchissime società (proprio con nel FFP).

L’utilizzo del Fair Value, invece, può essere un’arma a doppio taglio in quanto il suo rilevamento è difficile visto che molte delle attività che generano ricavi all’interno dei bilanci di una squadra di calcio sono “immateriali” e quindi è ardua la loro quantificazione. Ne abbiamo avuto prova nella scorsa stagione sportiva, dove si è aperta una diatriba intorno al caso Plusvalenze, in cui molti esperti del settore sono d’accordo sulla difficoltà di quantificare secondo prezzi di mercato delle prestazioni immateriali quali sono le prestazioni sportive dei calciatori.

Quindi la tale regola si aggiunge a quelle già presenti in precedenza, ovvero:

Il rischio concreto è quello che la corsa ai ricavi dei club venga accelerata, in quanto non solo bisogna fabbricare Revenue per superare il monitoraggio ma anche per superare indenni la “Squad Cost Rule”.

I club che fatturano molto e non hanno deficit importanti, non avranno problemi. Le squadre invece che devono far fronte a deficit di bilancio, avranno 3 anni di tempo (compreso questa stagione) per rientrare nei parametri del nuovo impianto regolatorio. Il dilemma degli amministratori di questi club rimane: “contraggo i costi diminuendo la competitività sportiva oppure cerco di aumentare esponenzialmente i ricavi per poter continuare ad investire ingentemente sul parco giocatori?”

Ai Posteri l’ardua sentenza…

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