Negli ultimi mesi, con lo scoppio del caso plusvalenze, molti tifosi di calcio si sono trovati a parlare di IAS, OIC, Ricavi, plusvalenze, bilanci e player trading. Tantissimi colleghi ed esperti contabili si sono concentrati sulla sentenza della Procura Federale, sulle modalità del processo sportivo e su tanti altri aspetti tecnici della vicenda. Quello che però non ho trovato (forse per mia colpa) è un’analisi che parta da lontano per capire quali sono le cause degli scompensi economici e finanziari dei top club europei. Con una serie di articoli tenterò, attraverso le mie umili competenze, di analizzare gli aspetti fondamentali che incidono in maniera preponderante sulla formazione dei bilanci delle squadre di calcio: l’incidenza del Financial Fair Play sulla formazione dei bilanci e la gestione dei ricavi dell’industria calcio.

Il sistema Regolatorio

Licenza UEFA e Manuale delle Licenze Uefa

Le società, per partecipare alle competizioni europee, oltre al rispetto dei principi del FFP, devono richiedere alla Federazione di appartenenza il rilascio della Licenza UEFA. Per ottenere la licenza UEFA le imprese calcistiche devono soddisfare i requisiti dettati dal Manuale delle Licenze UEFA. I criteri economico-finanziari previsti dal Manuale sono i seguenti:

 Il Financial Fair Play

Il Financial Fair Play (d’ora in poi FFP) è il sistema di regole inserito dalla UEFA nel 2010 (e poi adeguato con riforme nel 2014 e nel 2018, con una piccola deroga durante il periodo pandemico). Tale insieme di regole introdotto dalla UEFA si pone l’obiettivo di tutelare ed incrementare la sostenibilità economica finanziaria del sistema calcio nel medio-lungo periodo. Il ragionamento alla base della stesura di questo regolamento si permea sul concetto di economicità, in quanto un’azienda nel lungo periodo deve essere in grado di generare fonti (ricchezza) maggiori degli impieghi (investimenti), così da poter attivare un circolo vizioso che rende l’azienda sostenibile a livello economico e finanziario nel tempo.

Il FFP si basa su 4 principi (alcuni già considerati all’interno del Manuale delle Licenze UEFA):

  1. I relevant costs devono essere inferiori ai relevant income (Break-even result);
  2. Le società devono essere solvibili e non sforare la scadenza per i pagamenti dei debiti. Non devono permanere debiti scaduti (overdude payables). Inoltre, nel caso in cui il costo del lavoro supera il 70% di ammontare dei ricavi, l’organismo di controllo (UEFA Club Financial Control Body) può richiedere ulteriori spiegazioni alla società;
  3. Deve essere chiaro il perseguimento alla continuità aziendale (going concern);
  4. Il Patrimonio netto non deve essere inferiore rispetto all’esercizio precedente (negative equity)

I quattro principi del FFP

Andiamo ad analizzare i 4 principi dettati dal FFP.

Il primo principio chiarisce che le società possono spendere al massimo quanto incassato. Non sono più ammessi costi superiori ai ricavi, i quali avrebbero generato future perdite di esercizio poi coperte da versamenti di capitale da parte dei proprietari. Tale principio pone un freno alla libertà dei proprietari più ricchi di spendere senza alcun limite. Un altro punto importante del primo principio è quello di non considerare gli investimenti strutturali (costi stadio, strutture, costi settore giovanile) ed investimenti di lungo periodo come relevant costs (vedi tabella in calce all’articolo).

Il secondo principio si concentra sull’aspetto finanziario dell’industria calcistica in quanto richiede alle società di essere solvibili nei confronti dei propri creditori, cioè pagare i debiti alla loro scadenza. I debiti attenzionati sono definiti dal regolamento e sono i seguenti:

– trasferimento giocatori;

– Indennità di formazione e contributi di solidarietà (sono importi accessori al cartellino);

– responsabilità solidale decisa da un’autorità per la risoluzione del contratto da parte del giocatore.

Il terzo principio rafforza il concetto di carattere duraturo e dinamico dell’impresa stabilendo che in caso si verifichino eventi di natura economica rilevante la società debba informare tempestivamente la UEFA sulle possibili conseguenze economico finanziarie.

Il quarto principio, infine, prevede l’aumento del capitale sociale in caso di perdita. Tale perdita deve essere comunque contenuta e non superiore a 30 mln di euro nel triennio preso come riferimento.

Relevant income 1. ricavi da biglietteria;
2. ricavi da sponsor e pubblicità;
3. ricavi da diritti provenienti da qualsiasi tipo di mezzo di comunicazione;
4. ricavi da attività commerciali;
5. ricavi da premi UEFA; 6. altri ricavi di gestione;
7. proventi da gestione dei diritti dei calciatori (cioè le plusvalenze sui calciatori);
8. eccedenze risultanti dalla cessione di immobilizzazioni materiali;
9. proventi finanziari.
        Relevant costs 1. costi di vendita dei materiali;
2. costi per il personale;
3. altri costi operativi;
4. ammortamenti, perdite di valore dei diritti di sfruttamento dei calciatori (cioè le minusvalenze sui calciatori);
5. oneri finanziari e dividendi;
6. oneri derivanti da transazioni con parti correlate al club richiedente la Licenza (considerati al maggior valore tra quello di mercato e quello effettivamente sostenuto).

Nei prossimi articoli proverò a scendere maggiormente nel dettaglio, analizzando i bilanci di alcune squadre europee cercando di evidenziare l’impatto che il FFP ha avuto sulla gestione delle squadre professionistiche.

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