adeguati assetti organizzativi

Perchè non sono due cose diverse.

Negli ultimi anni il tema degli adeguati assetti organizzativi è entrato con forza all’interno del dibattito delle PMI. Spesso, però, viene approcciato in maniera del tutto sbagliata, come fosse un adempimento obbligatorio e non uno strumento a disposizione dell’imprenditore per guidare in maniera più consapevole e performante la propria organizzazione. Da ciò ne consegue che molte aziende hanno “formalmente” gli assetti, ma continuano a decidere a sensazione.

Non sono un documento

L’articolo 2086 del c.c., norma che ha sancito l’obbligo da parte delle aziende di adottare gli adeguati assetti, parla di un sistema di guida e non di un sistema di reportistica. Infatti la normativa non chiede:

Chiede un cosa molto semplice, ma anche molto più scomoda: che l’impresa sia in grado di capire per tempo se le decisioni prese sono sostenibili. In altre parole:

Questi risultati e questa consapevolezza del proprio business non si ottengono con un fascicolo, una bella dashboard e un cruscotto colorato. Si ottiene con un controllo di gestione che funziona davvero.

Dove entra in gioco il CdG

Il controllo di gestione non nasce per chiudere il mese, controllare a consuntivo o giustificare le scelte dei decisori ma nasce per supportare e rendere consapevole delle proprie scelte chi governa un’impresa. Il suo compito è quello di collegare i numeri alle decisioni ed anticiparne gli effetti economici e finanziari. Ha la funzione fondamentale di guidare.

Gli adeguati assetti non devono essere visti come un obbligo ma come un’opportunità di investimento e di razionalizzazione della gestione aziendale.

Il punto chiave: la tempestività

Un altro punto fondamentale richiamato dalla normativa è il concetto di tempestività. L’assetto dell’impresa deve essere in grado di intercettare i segnali deboli, evidenziare scostamenti prima che diventino irreversibili e mettere l’imprenditore nelle condizioni di decidere con consapevolezza. Per raggiungere questo obiettivo e rendere l’assetto davvero “adeguato” i numeri devono:

Se queste condizioni non si verificano, l’adeguato assetto seppur implementato resta un atto formale e non sostanziale. Questo vale sempre, anche quando abbiamo report perfetti, KPI giusti e contabilità impeccabile.

Governo dell’impresa, non burocrazia

Per questi motivi sopra elencati il controllo di gestione non può vivere separato dal concetto di adeguati assetti organizzativi. Infatti un adeguato assetto coincide perfettamente con un controllo di gestione ben implementato e che permette di:

Gli adeguati assetti e il controllo di gestione non sono (e non devono essere) roba da amministrazione. Sono strumenti di governo.

La domanda giusta da porsi

Alla luce di quanto esposto appare chiaro che la domanda non deve essere:

“Siamo a posto con gli adeguati assetti?”

La domanda vera è:

I numeri che guardiamo oggi ci aiutano a decidere meglio domani

Se la risposta è si, gli assetti sono adeguati.

Se la risposta è no, il problema non è la norma. E’ il sistema

 

 

 

Il controllo di gestione non è sempre la risposta giusta, né sempre il primo passo.
Per questo il percorso inizia con una call di orientamento:
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